venerdì 30 gennaio 2009

Troppi malatti ... per protesta.

Dopo due giorni di fuoco per i pendolari della ferrovia Roma-Lido, costretti a subire le conseguenze di ben 23 corse soppresse solo nella giornata di mercoledì scorso, la situazione dei ritardi sembrerebbe rientrare gradualmente. Gradualmente sì, ma non totalmente, visto che anche ieri mattina nell'orario di punta per studenti e lavoratori alcuni treni hanno viaggiato con una quindicina di minuti di ritardo, cosa che equivale, nell'orario compreso tra le 7.15 e le 7.30, più o meno alla cancellazione di un paio di partenze.Alla base dei disagi sarebbe l'aumento dei casi di malattia del personale Met.ro di circa il 10% rispetto alla media, circostanza riconosciuta dalla stessa azienda, ma che per il comitato dei pendolari "Iltrenino" rappresenterebbe una forma di protesta - neanche troppo velata - da parte dei dipendenti. «La situazione sembra migliorata - spiega Andrea Angeletti, portavoce dei pendolari - per via di alcuni probabili segnali di apertura da parte dell'azienda nei confronti del personale. Ora bisognerà vedere però se questi segnali saranno realmente rispettati e con quale tempistica». In caso contrario c'è da scommettere che la tregua attuale lascerà presto il posto allo sciopero selvaggio e a snervanti attese in banchina. Una realtà con cui, a quanto pare, i pendolari del trenino sono abituati a convivere e a farne le spese. «Almeno ogni due mesi - spiega Stefano Gabrieli, del comitato "Iltrenino", registriamo un periodo di "lentezza" dei convogli, a cui si aggiungono blocchi immotivati senza le dovute spiegazioni».

da Il Messaggero del 30 gennaio 2009

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