lunedì 1 dicembre 2008

Roma, in metro si viaggia gratis

Tornelli sguarniti, nessuno controlla e chi non vuole pagare il biglietto sa che può farcela. Eccoli i nuovi “portoghesi” dell’era tornelli: s’avvicinano all’ingresso, si guardano attorno, aspettano il momento giusto e via veloci, sulla scia del turista o del pendolare che regolarmente fa passare il ticket azionando l’apertura dei pannelli di plexiglass. Succede ogni giorno, ogni ora, quasi ogni minuto nei momenti di punta, in qualunque stazione dei metrò. Sotto gli occhi impassibili degli addetti alla vigilanza, sotto quelli elettronici delle telecamere monitorate dai dipendenti Metro nei gabbiotti. E il trucco lo conoscono tutti, dai ragazzini alle pensionate, dagli italiani agli stranieri. «Anche questa mattina mi sono ritrovata accompagnata da un tipo ai tornelli - scrive una lettrice - Ma perché pago e mi devo portare dietro i furbi?». La signora fa capire che avrebbe voluto lei stessa opporsi a quel “tipo”, ma che la sua faccia «non prometteva nulla di buono». Le replica un altro lettore che è anche un addetto Metro: «Se vuole lamentarsi lo faccia con Atac che non assicura un presenziamento fisso dei propri addetti alla verifica presso i tornelli d’ingresso alle stazioni». Venerdì 28 novembre, ore 17.30 ingresso metro stazione Termini. Due ragazzi sui venti anni si avvicinano a piccoli passi. Un attimo dopo eccoli accodarsi a un ignaro passeggero che con il suo regolare biglietto sta superando il tornello della metropolitana. Quasi uno ogni 30-40 passeggeri supera il varco a “sbafo”, sfruttando il biglietto di altri, imbucandosi come lampi approfittando del tempo che intercorre prima della chiusura dei pannelli. Vale a dire circa quindici “portoghesi” in un’ora. È successo così per tre giovani punk che in fila indiana si sono infilati indisturbati proprio davanti a un impiegato della metropolitana, così come a una donna sulla quarantina letteralmente incollata all’amica per assicurarsi due viaggi al prezzo di uno.Diverse e ingegnose le tecniche del viaggio a “scrocco”. La più gettonata è quella dello scatto da centometrista, utilizzata soprattutto nei momenti in cui la stazione è meno affollata. Si punta letteralmente la “preda” e appena il biglietto viene infilato nella bocchetta del tornello comincia la corsa. Lo fa un ragazzino sui 17 anni, felpetta rossa e zainetto indosso, a Ottaviano ieri intorno a mezzogiorno. Vede da lontano un vecchietto che infila il ticket, ed ecco lui subito alle calcagna. C’è un venditore abusivo d’ombrelli che dà una rapida occhiata intorno, prende il suo portafogli dalla tasca, lo tiene in mano e fa finta di estrarre un biglietto, invece s’accoda all’utente regolare al tornello. C’è la mamma che dice di passare veloce alla bambina a Spagna; un uomo che si ferma vicino a una colonna a Ottaviano e aspetta che passi una donna per mettersi sulla scia. Qualcuno desiste, ma solo perchè si accorge del nostro fotografo in azione. Tra le dodici e le dodici e trenta di ieri, a Ottaviano, entrano almeno sei i “portoghesi”. In media almeno 3.600 al giorno solo nelle 27 stazioni della metro A. (Fonte Il Messaggero)
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