venerdì 24 ottobre 2008

Storia della Roma Lido - parte 3

Nel 1909 il comune di Roma, pur non condividendo le necessità di tale progetto, firmò una convenzione con una società belga (la Baschnitz& C. di Bruxelles) per la realizzazione della ferrovia per Ostia e nel 1910 venne anche picchettata l'area dove sarebbe sorto il capolinea della nuova ferrovia.
Alla società belga, nel frattempo ritiratesi subentrò nel 1911 una società francese (la Berthelot & Boucher) che prevedeva di far arrivare la nuova ferrovia fino a Piazza Venezia, attraverso una galleria sotterranea. Fallito anche questo progetto ed anche i successivi progetti nel 1913, Paolo Orlando, promotore del progetto originario, si rivolse direttamente allo stato, ricevendo però un netto rifiuto: infatti il direttore generale delle Ferrovie dello Stato, non ritenendo giustificato tale progetto, si espresse per un semplice prolungamento tranviario, ritenuto oltre che più economico anche più adatto alle esigenze del momento. Non dimentichiamoci infatti che il nuovo borgo marittimo di Ostia non arrivava ad avere 100 residenti. I tempi stavano però cambiando ed il Comune di Roma,nel 1914, su iniziativa dell'ing. Paolo Orlando (divenuto nel frattempo Assessore per l'Agro Romano) fece ristudiare il progetto del collegamento ferroviario dagli ing. Cecchi e Sirletti con la consulenza dell'ing. Fedele delle Ferrovie dello Stato. Il 15 Maggio 1915 la giunta comunale di Roma, presieduta da Don Prospero Colonna, approvò il progetto e pochi mesi dopo anche il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici espresse parere favorevole, proponendo una sovvenzione di £ 12864 per Km. Deve però passare ancora un anno prima che il governo italiano, con la legge n°550 del 27/4/1916, fissasse i criteri di costruzione della ferrovia: rispetto al progetto originario venne decisa la trazione elettrica a 2400 V CC con filo aereo in luogo dell'alimentazione prevista a 1200 V CC mediante terza rotaia. Lo scoppio della prima guerra mondiale bloccò però l'inizio dei lavori, che furono ripresi solo nel 1917 impiegando per le opere preliminari circa 500 prigionieri di guerra austriaci ed i materiali rinvenuti nelle stazioni di Trento e Trieste. Terminata la guerra il 30/12/1918, alla presenza del re Vittorio Emanuele III, e delle altre personalità politiche,furono iniziati ufficialmente i lavori.

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