venerdì 24 ottobre 2008

Storia della Roma Lido - parte 10

Con l'arrivo delle truppe alleate a Roma, il 4 Giugno 1944, la guerra finisce per Roma e per il suo comprensorio, e si possono iniziare a quantificare i danni, che si dimostreranno essere ingenti e nelle seguenti percentuali:


fabbricati di stazioni, ponti, gallerie, opere d'arte varie, 40%;

alimentazione della linea, 100%;

binari di corsa e di scalo, 45 %;

palificazione della linea aerea, 45%;materiale rotabile, 20%

Una così bassa percentuale di materiale rotabile distrutto si ebbe in quanto gran parte dei rotabili erano stati ricoverati nelle gallerie della costruenda metropolitana. Come già detto, i danni alle infrastrutture furono comunque ingenti, quasi quanto quelli subiti dalle linee ferroviarie poste sulla linea di demarcazione del fronte.

Partendo da Roma, il cui fabbricato di stazione era rimasto miracolosamente intatto, si poteva osservare l'intero piazzale dei binari completamente distrutto dai bombardamenti. La galleria all'uscita dalla stazione era ostruita dalle macerie causate dai bombardamenti dei sovrastanti binari della stazione Ostiense. Fino a Risaro (Vitinia) i danni erano limitati, dì lì fino ad Acilia erano andati distrutti tre ponti. Da Acilia in poi, però iniziava la grande distruzione: la locale sottostazione elettrica (che alimentava l'intera linea) compreso il fabbricato che la ospitava era andata distrutta, distrutti gli alloggi dei ferrovieri. Tutti i 10 Km di doppio binario fino ad Ostia erano stati distrutti a mezzo di mine collocate a metà della campata da 12 m del binario, le traversine divelte con il famigerato "erpice" usato dai tedeschi per distruggere anche molte altre linee (si trattava di una specie di aratro fissato alla locomotiva che tranciava le traversine). I pali della linea aerea erano stati fatti saltare, il filo di contatto completamente asportato (sabotaggio che i pendolari sanno essere ancora ampiamente diffuso).

Tutti i caselli erano stati demoliti, così come la stazione di Ostia Mare e le annesse officine di revisione. Viene spontaneo domandarsi il perchè di tutto questo accanimento verso una linea ferroviaria secondaria e periferica. Molto probabilmente il comando militare tedesco si aspettava una sbarco alleato sulla costa tra Anzio e Fiumicino, e per tanto, durante la ritirata, prese la decisione di impedire l'uso agli anglo-americani di una veloce strada per raggiungere il cuore di Roma. I danni sono, come visto, ingenti, ma la volontà di riprendere al più presto il servizio è forte. L'inizio della ricostruzione fu avviato immediatamente, cercando di recuperare e rimettere in opera il materiale salvatosi dalla distruzione, Il binario pari, da Ostia ad Acilia, fu tagliato alle estremità saltate, riaccostato e ricollegato con le ganasce recuperate dal binario dispari, che nel frattempo era stato tolto d'opera. Furono risaldati i pali recuperabili e rimessi in opera sempre sul binario apri. Furono ricostruiti i ponti distrutti e con un gruppo elettrico recuperato dalla tramvia dei castelli romani fu messa in funzione una sottostazione elettrica, In queste condizioni fu possibile, a partire dal 21/091944, con il poco materiale rotabile non danneggiato, riprendere un servizio ridotto con trazione a vapore (grazie al carbone prestato dalle truppe alleate). L'acquisizione di uno stock di rotaie usate americane (tipo Colorado) da 56 Kg/m permise di rimettere in opera con celerità anche l binario dispari tra Acilia ed Ostia Mare

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